lunedì 26 marzo 2012

Ecotrail de Paris 2012

Ci sarebbero tante cose da raccontare di questa mia seconda partecipazione alll'Ecotrail di Parigi 80 km. 80 km sono tanti. 10 ore sone tante. Sono centomila passi. Sono novantamila battiti di un cuore normale. Potrei scrivere del prima e del dopo. Dell'emozione della partenza. Della gioia dell'arrivo. Potrei dire della fatica e delle cose negative, del mal di stomaco, dei dolori alla pancia, di una caduta, della paura di non finire. 

l'arrivo

io, Cristian, Manu e Baldo
 Invece il cervello dell'uomo è strano. Con il passare del tempo tende a ricordare solo le cose belle e ad eliminare quelle negative. A me sono bastate 24 ore. 
E allora voglio raccontarvi della gioia di una corsa massacrante che ho deciso di correre per la seconda volta in due anni. Della felicità di essere tra quei duemila folli, con tanti conoscenti, sei amici, tre compagni di squadra e la ragazza che mi sopporta da tanto ad aspettarmi al traguardo. Della bellezza dei luoghi che riempe gli occhi. Della fatica che a me da piacere e delle gambe che non ne vogliono più sapere. Voglio raccontarvi soprattutto dell'amicizia. Perchè a me, le cose che più resteranno di questa Ecotrail Pris 80 km 2012 saranno la voce rotta dall'emozione del Baldo che mi dice: “Nico ...grazie che mi ci hai fatto venire”; la telefonata di Cristian, quando mi ha comunicato che era arrivato secondo tra gli italiani e mi ha dato l'energia per fare 9 km verso la torre ad una velocità impensabile prima di ascoltare la sua voce; le lacrime della Manu sotto alla torre. Lo sguardo di Isa quando sono entrato urlando con i pugni al cielo nel rettilineo d'arrivo. E la gente che mi dava high-five durante gli ultimi 200 metri prima della scalinata verso il primo piano della torre. La telefonata di mio figlio che mi chiede “Papà, sei arrivato ottavo?”. Per un po', ho deciso: niente gare. Ma la felicità è una droga ed è difficile disintossicarsi.

Nico “Hop Hop -Din Din” Mallucci

giovedì 16 febbraio 2012

Ciao Ross

Qualche giorno fa mio figlio mi ha detto: “ma quando io sarò come te, i nonni ci saranno ancora? Io non voglio che vadano in cielo”. E io, che non sono credente, ho cercato di spiegare ad un bimbo di quasi 5 anni cosa succede secondo me.
Fede, quando noi moriamo, non è che non ci siamo più. Diventiamo terra e poi su quella terra nasceranno fiori. E i fiori saranno così belli che ti ricorderanno le persone a cui vuoi bene.
“Ma anche i fiori muoiono papà”. E i fiori diventeranno di nuovo terra, acqua, montagne, mare, animali, stelle e tutto ciò che ti fermerai ad osservare.
E pi ho pensato – ma non l'ho detto – che dovranno imparare a godersi il viaggio, ad assaporare gli attimi a godere delle piccole cose.
E poi ho pensato – ma non l'ho detto – che per me la corsa e la vita sono simili, perchè il bello non sta nel tagliare il traguardo, ma nel mettere un piede dopo l'altro e godersi il cammino.

Ciao Ross.

sabato 21 gennaio 2012

Never + Sport&Travel

Vi lascio il link apparso sul sito di Sport&Travel, la società alla quale i Never si sono uniti per dar vita ad un 2012....super!!!

I nuovi amici Never!

lunedì 9 gennaio 2012

Trail del Poggiolo , ovvero “la vita è tutta un bivio” (sopra la follia)

Trail del Poggiolo. Che? Dove? Quando? Ok. Si va.

La follia.
La famiglia Never: da sx Tommy-Io-Claudiao-Cristian-Mik
Secondo voi 5 baldi giovani con mogli e figli a casa possono partire per andare a fare una gara, in una località sconosciuta, senza aver visto e trovato altimetria e percorso e soprattutto senza allenamento? La risposta è SI. Naturalmente se a sponsorizzare la gara è Miticojane!

Sveglia ore 5.15 e partenza alle 6.00. Due ore di autostrada accompagnati da una luna tonda come una forma di gruviera che farebbe impazzire di gioia il fratello scemo di Ratatouille e 40 minuti smarriti sui monti in strade tortuose come il ragionamento del ministro dell'economia quando spiega la manovra. Risultato: mal d'auto e gambe a pezzi prima di partire.
Poi, quando meno te l'aspetti, dagli alberi emerge un casolare. E dal casolare delle compaiono delle auto. E dalle auto fanno capolino trailrunners infreddoliti. Tanti. Più di 200. Vestiti dalla canotta al Moncler incuranti e sofferenti i 2 gradi sottozero che "picchiano" alla partenza.
Partiamo alle 9.10. Bellissimo! Parto piano con l'idea di spingere alla fine. Voglio vedere come reagiscono le gambe dopo 15 giorni nei quali ho raddoppiato i km e aggiunto qualche allenamento di ripetute in salita. Però al 6° km vado bene. E macino un passo dopo l'altro. Mi accodo ad un gruppetto che ha un buon ritmo. Guardo le loro scarpe per non incappare in qualche buca o scivolare su qualche chiazza di neve o ghiaccio.

Il Bivio
Cristian ed io prima della partenza
Al nono km c'è un bivio. Veniamo da una discesa, il tracciato in questo punto non è segnalato alla perfezione e il trail runner medio che fa? Tra un sentiero in discesa ed uno in salita prende senza esitazioni quest'ultimo, fedele alla suo rinomato masochismo. Dopo 5/600 metri ci accorgiamo che stiamo per fare la fine di pollicino con le briciole di pane e ci fermiamo per riflettere sul da farsi. Torniamo indietro. Siamo 15 pollicini smarriti e abbiamo perso sei-sette minuti. Ci accodiamo al gruppo. In un primo momento ci scherzo: “e vabbè...per stavolta non vinco”. Ma poi mi prende un po' di scoramento. Mollo la presa. E poi inizio a soffrire le salite, in particolare quelle dove non si corre.Le ripetute di questa settimana mi hanno frollato i quadricipiti. Riprendo a spingere solo al 18simo km. Ritrovo Mik (uno dei miei compagni di squadra) e arriviamo insieme al traguardo.
Crono: da dimenticare. Esperienza da ricordare!
L'Appennino mi regala sempre belle immagini!

Grazie agli organizzatori (lo svarione sul percorso è colpa nostra, dovevamo non guardare i nostri piedi...).
Grazie ai Never Cristian, Tommy, Claudio, Michele per essere stati ancora una volta compagni d'avventura.

Grazie ai miei cuccioli e ad Isa che sta facendo di tutto per farmi allenare seriamente per arrivare a Parigi in forma!    

sabato 7 gennaio 2012

piccolo omaggio a Manuela Sabbatini - dal blog dei Never Stop Run

Piccolo omaggio ad una amica, grande ultramaratoneta, compagna di squadra e spero...di CCC 2012!!
Brava Manu!!!

http://never-stop-run.blogspot.com/2012/01/orgoglio-never.html


Nella foto da sx: Mik, la Manu e io al Tartufo Trail 2011

sabato 31 dicembre 2011

2012

Il 2011 è stato un anno strano, sia nella vita che nella corsa: grandi picchi (Ecotrail de Paris, Sellaronda Trail) e grandi cadute (Passatore, Tartufo trail).
Quello che conta è che ho tenuto botta. Sempre. Senza volare troppo vicino al sole e senza lasciarmi andare alla deriva (anche se, l'ammetto senza vergogna, nella vita di tutti giorni ho sofferto di depressione).
La mia fortuna e la mia forza sono la mia amica-amante-complice (e solo in ultimo moglie) Isa ed i miei "spaccaschiena" Fede e Lori; i miei genitori e i miei fratelli; i miei amici ed i miei compagni di squadra.
Spero che il 2012 sia migliore del 2011: spero di ridere, di amare, di realizzare dei sogni, di metterne in cantiere altri. Spero di vedervi felici, di farvi i complimenti, di abbracciarvi, di bere birra e correre insieme a voi.
Due sono gli obbiettivi sportivi per ora: 24 marzo Ecotrail de Paris e soprattutto CCC... se mi prendono!!!

Buon anno a tutti i miei "lettori"!!!

Nico

sabato 22 ottobre 2011

Tartufo Trail 2011. "CON LA....TIGNAAAAAAAAA!!!"

Mio figlio Federico ha 4 anni e nonostante sia al di sotto dell'età minima per partecipare, è stato accettato lo stesso alla scuola di basket della mia città. E' bellissimo. Sembra un giocatore di pallacanestro vero, solamente alto appena 1 metro. Alla fine di ogni allenamento, tutti i bimbi si raggruppano attorno al coach, e tenendo una mano su quella del compagno, urlano “CON LA TIGNA!!” lanciando in alto le manine.
Ed è con la Tigna, che ho partecipato al Tartufo Trail 2011.
Dal principio...
Venerdì pomeriggio mi accorgo che qualcosa non va a livello fisico. Come ho fatto? Beh...ho abbracciato la tazza del wc tutto il pomeriggio, vomitando anche quello che non avevo mangiato. Brividi, spossatezza e soprattutto le palle girate erano gli altri sintomi. Che fare? Sto a casa. Deciso.
Ma sabato mi sento meglio. Vado addirittura ad un matrimonio. Deciso. Si va!
Parto alle 19 con i Never Manuela e Michele. Si dorme in una scuola su delle brande militari e sacchi a pelo con altri trail runners, in perfetto stile Spirito Trail.
Al mattino sento che qualcosa non va a livello fisico. Come ho fatto? Beh...quando vai in bagno 7 volte dalle 5.30 alle 8 qualche sospetto devi iniziare ad averlo! Che fare....beh ...si parte!!! Niente colazione però. Non riesco a mangiare nulla.
Il percorso è lo stesso dello scorso anno. In compenso non piove. La cosa magari è meno “da duri” ma visto che non sto bene direi che va benissimo. Già dopo 1 km dalla partenza non mi sento bene. Al sesto mi passa Mik. Lo incito anche se sono deluso perchè so che non riuscirò a finire la 50 km e probabilmente neppure la 28km. Dopo poco arriva la Manu. Facciamo alcuni km insieme,. Ci aspettiamo a vicenda. Ma in discesa io non vado. Sto male. Devo fermarmi a “riflettere”... Ogni volta che incontro i volontari (tanti e sempre sorridenti) penso di ritirarmi. Ma loro mi incitano a non mollare. Sono in fondo al gruppo ma non m interessa.. sto male. Voglio fermarmi. Ormai però ci sono. Tigna. Tigna. Tigna. Corro e cammino. Arrivo al cancello dei 21 km 1 minuto dentro. Non vado per la lunga. Non ci riesco. Mangio un biscotto e riparto. Dopo poco rimetto. Inizio a vedere blu (questo era un segreto ma visto che sono sopravvissuto lo dico...), ma vado avanti. I posti sono belli come lo scorso anno: talmente belli che mi ricordo ogni curva del percorso. So che posso farcela. Arrivo a valle e c'è il torrente da guadare. Ci siamo, manca poco. Arrivo provato. Fuggo in bagno. Sono talmente devastato che non ho neppure la delusione per non aver fatto la 50 km. Corro di nuovo in bagno e poi mi butto sotto la doccia calda. Mi cambio e sto ranicchiato per non sentire i crampi allo stomaco e il mal di pancia. Dopo un po' arrivano Manuela e Michele stanchi ma contentissimi.
Io invece sto ancora male. Ancora bagno. Temo per il viaggio di ritorno e invece le cose vanno meglio. Arrivo a casa e sono uno straccio. E il peggio deve arrivare. Lunedì e martedi non tocco cibo: vado avanti a buscopan e camomilla.
Il bilancio è negativissimo. Ma da ogni cosa bisogna trarre insegnamento: questa gara non la dovevo fare. Per rispetto dei miei compagni e degli organizzatori ai quali potevo causare molti disagi (immagino se fossi svenuto o cose simili). Per amore dei miei piccoli e di Isa che è stata in pensiero per due giorni. Per amore e rispetto del mio fisico e del trail: l'esperienza è stata talmente brutta che ho pensato di smettere per un po'.
Di positivo c'è che “LA TIGNA!” non mi ha abbandonato. Ho la certezza che se sto bene posso fare qualsiasi cosa!
Grazie a tutti (Never, Isa, i compagni di percorso, i volontari), ma soprattutto ad un volontario (un tipo che ho sentito aver fatto il Tor de Geants) che mi ha spronato a continuare e a non arrendermi. Ti ho ringraziato di persona alla fine della gara. Volevo farlo anche pubblicamente anche se non so come ti chiami!
Tartufo....ci vediamo nel 2012!!!