martedì 19 aprile 2011

SanBarTrail


Solo due parole, perchè è andato tutto benissimo: domenica 17 aprile  a Gabicce Mare, T.A. organizzato da MiticoJane alias Danilo Biagiotti. Percorso bello e suggestivo di quasi 24 km e poco più di 1000 metri di dislivello. Alcuni tratti poco corribili ma per il resto bello bello! Bella gente, bella giornata. Assolutamente da rifare! Grande Mitico!!!


<--il momento del relax
<---il momento di fare lo scemo!!!

Nella corsa e nella vita...

‎1 Tieni sempre conto del fatto che un grande amore e dei grandi risultati comportano un grande rischio.


2 Quando perdi, non perdere la lezione.

3 Segui sempre le 3 "R": Rispetto per te stesso, Rispetto per gli altri, Responsabilità per le tue azioni.

4 Ricorda che non ottenere quel che si vuole può essere talvolta un meraviglioso colpo di fortuna.

5 Impara le regole, affinché tu possa infrangerle in modo appropriato.

6 Non permettere che una piccola disputa danneggi una grande amicizia.

7 Quando ti accorgi di aver commesso un errore, fai immediatamente qualcosa per correggerlo.

8 Trascorri un po' di tempo da solo ogni giorno.

9 Apri le braccia al cambiamento, ma non lasciar andare i tuoi valori.

10 Ricorda che talvolta il silenzio è la migliore risposta.

11 Vivi una buona, onorevole vita, di modo che, quando ci ripenserai da vecchio, potrai godertela una seconda volta.

12 Un'atmosfera amorevole nella tua casa dev'essere il fondamento della tua vita.

13 Quando ti trovi in disaccordo con le persone a te care, affronta soltanto il problema attuale, senza tirare in ballo il passato.

14 Condividi la tua conoscenza. E' un modo di raggiungere l'immortalità.

15 Sii gentile con la Terra.

16 Almeno una volta l'anno, vai in un posto dove non sei mai stato prima.

17 Ricorda che il miglior rapporto è quello in cui ci si ama di più di quanto si abbia bisogno l'uno dell'altro.

18 Giudica il tuo successo in relazione a ciò a cui hai dovuto rinunciare per ottenerlo.

(Dalai Lama)

lunedì 11 aprile 2011

T.A. notturno alla ricerca di Azzurrina - Ponte Verrucchio e dintorni (Rn) 8/4/2011

Bello! Per me che sto scoprendo piano piano (e non solo come andatura!!!) il mondo del trail, il trail autogestito "Alla ricerca di Azzurrina" è stato una sorpresa positiva. E non solo per i posti e per l'orario, ma soprattutto per la compagnia.
Da Senigallia partiamo in tre, Cristian, io e Michele che ha scoperto l'appuntamento grazie alla conoscenza con l'organizzatore (Andrea). 
In 1 ora siamo al luogo d'incontro: poco meno di 30 trail runners di ogni forma e dimensione addobbati con lampade frontali  e pronti a 20 km di corsetta in notturna!
Si parte! Davanti alcune ragazze toste fanno l'andatura; il gruppo si sgrana, ma nello spirito dei t.a. ci si aspetta ad ogni bivio. Si tira il fiato, si beve (caldo estivo ad aprile...) e si cerca bene la traccia da seguire. Attraversiamo campi, boschetti, alcune strade di campagna e piccoli pezzi di asfalto. Rifonimento preparato dagli organizzatori e poi di corsa alla ricerca di Azzurrina. Arriviamo al borgo, facciamo alcune foto e si riparte percorrendo alcuni tratti molto suggestivi, illuminati solo dalle lampade frontali dei runners.
Ritorniamo nel buio al luogo di partenza, incrociando alcuni automobilisti sorpresi dalla scena.


Piccolo ristoro e ci si saluta, dandoci appuntamentoal prossimo t.a.. A proposito! Domenica a San Bartolo, c'è il t.a. organizzato da Mitico. Da non perdere!!  

lunedì 28 marzo 2011

Ecotrail de Paris - 80 km

Non so se stavolta riuscirò essere lucido. Ma le emozioni sono state forti e l'esperienza importante più delle altre.


Ecotrail de Paris 80 km: il pettorale l'ho vinto per caso grazie alla rivista SpiritoTrail. E' una occasione unica e non voglio farmela scappare: vado.

Gli ultimi 15 giorni prima della gara sono in sofferenza. La caviglia fa male e ho del liquido che non mi permette di correre.

Parto in treno. Cuccetta. Arrivo con 1 ora di ritardo. Metro e albergo. Esco e vado alla Tour Eiffel a ritirare il pettorale. Mamma mia! Mi sembrano tutti super atleti. Mi chiedo che ci sto a fare io...

Chiamo Guido (che come me ha vinto il pettorale grazie a SpiritoTrail) e lo aspetto al Villaggio.

Ci presentiamo e scambiamo qualche impressione e ci diamo appuntamento per cena, quando ci raggiungerà anche Davide, altro vincitore del concorso.

Cena con spaghetti alla bolognese a due passi dalla Senna. E poi a nanna presto.

Al mattino ci ritroviamo io e Guido (Daniele parte prima per la 50km) per il trasferimento verso Saint Quintin da dove partirà la gara di 80 km.

Alla partenza incontro Giovanni, con il quale ho percorso alcuni km della Strasimeno e conosco Max e Claudio, due matti (in senso buono)che fanno bene a questo sport!

Ore 12.30: cinq, quatre, trois, deux, une...via!

Spettacolo il tempo è bello e attraversiamo luoghi magnifici: mi sembra di vedere gli impressionisti con i loro cavalletti, immortalare un dejeneux sur l'erbe, o delle ninfee...Mi ritrovo accanto a Giovanni, ma in una gara così lunga è un bene che ognuno ascolti il suo fisico e segua le proprie sensazioni. Attraversiamo laghi, stagni, boschi, alcuni cittadine attorno a Parigi. I bambini di un asilo ci aspettano lungo la strada e fanno il tifo. E poi tanti altri: “Bonne course!”, “Allez Nicolà'”, “Bonne Courage”. Una parola scalda sempre il cuore e annulla la fatica.

Al 17 km ho alcuni problemi: le gambe sono imballate e penso mi faccia male la milza. Mi fermo 1 minuto: mangio ½ biscotto e soprattutto faccio pipì. Riparto come nuovo.

Il primo ristoro è fantastico: il tifo della gente, un gruppo che suona, tutto ciò che serve per riprendere energie. Ho bevuto poco sino ad ora e non riempo camel bag e borracce. Il prossimo ristoro sarà tra più di 30 km. Si corre tra i boschi, alternando salite ripide, piccoli borghi, strade carrabili ed addirittura tratti di single track (incredibile...i monti a due passi da Parigi).

La stanchezza inizia a farsi sentire e inizia a scarseggiare l'acqua. Nonostante tutto passo la borraccia con la coca cola ad un ragazzo rimasto a secco. Al limite qualcuno la presterà a me poi...

Arriviamo all'Orangerie e trovo una fontanella! Eureka! Passiamo il chek point e inizia a diluviare.

Gioco il jolly: telefonata a Isa. E poi da quel momento, sarà la sua voce, sarà il diluvio che mi concilia ma vado come un treno. Mi prendo in giro da solo: “Eccolo...è il canto del cigno...”. E invece piano ma si va. Anzi supero anche molti atleti che mi precedevano. Al ristoro del 57simo km, infilo la pila in testa e cerco la maglietta di ricambio: non c'è! L'ho lasciata nella sacca alla partenza! Scemo! Scemo! Scemo! Per 50 grammi risparmiati, adesso ho un freddo cane! Si sta facendo notte ed è freddo e umido, ma l'emozione di correre al buoi nel bosco è grandissima. Ho i brividi quando rivedo le luci dei concorrenti come perle nel buio.

La stanchezza c'è ma è normale. Corro piano, cammino a tratti. Il rifornimento del 72simo km è fantastico: c'è tutto, per chi vuole anche la “soup”. Ma la cosa più bella è il tifo della gente e dei volontari (grazie,grazie,grazie) che lungo tutto il percorso oltre che darci informazioni ci hanno sempre incitato.

Dopo il ristoro non parto più. Nel senso che le gambe non vanno. Inizia un calvario. Cammino molto e corro poco, ma di mollare non se ne parla. Entriamo a Parigi, La Grand Dame ci aspetta tutta in tiro. Facciamo il lungosenna e poi...eccola...mai così bella. C'è ancora tanta gente nonostante siano le 23.45. “Supér!!” Allez Nicolà allez!!”. Salgo con altri i 360 gradini e taglio il traguardo. 10 secondi dopo di me arriva Giovanni. Un abbraccio. Un urlo di gioia. E' fatta!

Bellissimo. Potessi la rifarei subito. Cioè..datemi qualche giorno per riprendermi!!!





Grazie a Guido Borio, Daniele, Max Valsesia, Claudio e Giovanni Volontè: les italiennes con i quali ho condiviso alcuni metri di questa avventura!

Chiedo scusa a Isa e i miei cuccioli,i miei genitori per averli fatti stare in ansia per 12 ore.

Grazie a Eugenio, Rube e tutti gli amici che mi hanno incitato.

Grazie ai Never per l'affetto che mi hanno dimostrato: raga..se l'ho fatta io...il prossimo anno la facciamo tutti!!

Grazie soprattutto a Isa. Davvero. Ho scelto la persona giusta.


English Version (Scusate ma è stata fatta con Google Traslate)


I do not know if this time I can be polished. But the emotions were stronger and more valuable experience than the others. 




Ecotrail 80 km de Paris: I won the race number for the event thanks to the magazine SpiritoTrail. It 'a unique opportunity and I will not make me run away I go. 


The last 15 days before the race are suffering. The ankle hurts and I have some liquid that will not let me run. 


I leave by train. Berth. Arriving 1 hour late. Metro and the hotel. I leave and go to the Eiffel Tower to pick up their numbers. Mamma Mia! They all seem super athletes. I wonder what am I doing ... 


Name is Guido (who like me has won the bib with SpiritoTrail) and look in the Village. 


We introduce ourselves and exchange a few impressions and give us an appointment for dinner, when we will also have David, another winner of the competition. 


Dinner Spaghetti Bolognese with a few steps from the Seine. And then to bed early. 


In the morning we meet Guido and I (Daniel for the first 50km) to transfer to Saint Quintin from where the race of 80 km. 


At the start, meet John, with whom I traveled a few kilometers of Strasimeno and I know Max and Claudio, two crazy (in a good way) that are good at this sport! 


12.30: cinq, quatre, trois, deux, one ... go! 


Show the weather is beautiful and magnificent places cross: I seem to see the Impressionists with their easels, capturing a dejeneux sur l'herb, or water lilies ... I find myself next to John, but in a race so far is good everyone listen to your body and follow their feelings. We cross the lakes, ponds, woods, some towns around Paris. The children of a kindergarten waiting for us down the road and cheer. And many others: "Bonne course!", "Allez Nicolo '", "Bonne Courage." One word always warms the heart and undo the effort. 


At 17 km I have some problems: the legs are packed and I think I hurt the spleen. I stop in 1 minute: I eat biscuits and above ½ I pee. As a new division. 


  The first restaurant is fantastic: the roar of the people, a group that plays, all you need to regain energy. I drank little so far and not filled camel bags and water bottles. The next restaurant will be among more than 30 km. It runs through the woods, alternating steep climbs, small villages, roads, driveways and even stretches of single track (incredibile. .. the mountains a stone's throw from Paris). 


Fatigue began to be felt and the water is getting scarce. Despite all the hand with the Coke bottle at a boy remained dry. To limit someone will pay me then ... 


We arrive at the Orangerie and I find a fountain! Eureka! We pass the checkpoints and begins to pour. 


Playing the Joker: call to Isa. And then from that moment on, his voice will be, will reconcile the flood but I'm like a train. I take out alone: ​​"... Here is the swan song ...". And slowly but instead it goes. Indeed overcome many athletes who preceded me. On the rest of 57simo miles, I put the battery in the head and try to spare T-shirt: no! I left it in the bag at the start! Dumb! Dumb! Dumb! For 50 grams saved, now freezing cold! It's getting cold and wet night and it is, but the thrill of racing the horse in the woods is great. I shudder when I see the lights of competitors like pearls in the dark. 


The fatigue is there but it is normal. I run up, walk at times. The supply of 72simo km is fantastic: everything, even for those who want the "soup". But the best thing is the people cheering and volunteers (thank you, thank you, thank you) all the way over to give us information that we have always encouraged. 


After the rest do not start anymore. In the sense that the legs do not go. Start an ordeal. I walk and run very little, but giving up is not talked about. We go to Paris, La Grand Dame awaits us all in the shot. Let the quay and then ... ... she is never so beautiful. There's still so many people despite the 23.45. "Super!" Allez allez Nicolà! ". I climb the 360 ​​steps and with other finishes. 10 seconds after me comes John. A hug. A scream of joy. It 'done! 


Beautiful. Could I'd do it again soon. .. I mean give me a few days to recover! 










Thanks to Guido Borio, Daniel, Max Valsesia, Claudio Volonte and John: les italiennes with whom I shared a few meters of this adventure! 


I apologize to Isa and my pet, my parents have made them feel anxious for 12 hours. 


Thanks to Eugene, Rube and all the friends I have urged. 


Thanks to Never for the affection I have shown: raga .. if I made it ... next year we do it

martedì 8 marzo 2011

Ultramaratona del Trasimeno..ovvero facev' prima a saltall' ch' a giraje 'n torn'

Allora...dissi che l'avrei fatta come lungo e così è stato. Ma non lo farò mai più: le gare o si fanno o non si fanno. E così mi sono ritrovato a non spingere ed a giocare con il crono per finire nelle6 ore che mi ero prefissato. 5 ore e 59 minuti. Gara dura, che prevedeva il giro di tutto il lago con arrivo e partenza a Castiglione. 
Prima gara fatta con la nuova squadra quasi al completo: 7 never alla partenza di una delle gare di ulra più conosciute in Italia.
Organizzatori gentilissimi, rifornimenti frequenti ed abbondanti, percorso non molto sicuro a causa della presenza delle auto, e forse un po' monotono (soprattutto dal 42 simo km in poi).
Cronaca. 
Si parte in camper con Isa e Fede,mentre Lorenz rimane dalla nonna. A Castiglione incontriamo i compagni Never Tommy, Nico, Emanuele e Claudio,quest'ultimo all'esordio nelle gare. Al mattino ci raggiungono Cristian e MAnuela, insieme al never aggiunto Daniele.
Giornata quasi primaverile. Si vede che sono scarico perchè l'idea di fare 58 km nonmi spaventa neanche un pò: niente cagotto buono...
Partenza con Cristian che mi minaccia nel caso guardi il crono. Ci provo. Fino al 30simo km stiamo insieme, andatura buona e km che scorrono veloci tra una chiacchera e l'altra. Poi io rallento. Ho paura di non recuperare in tempo per l'ecotrail: ho solo 20 giorni. Da quel momento in poi trotterello. Mi fermo ai ristori, in salita cammino. All 39simo mi raggiungono e superano Nico e la Manu: provo a stargli dietro, ma la testa mi dice di non forzare. Forza ragazzi!!! Sia Nico che la Manu possono piuntare ad un buon piazzamento di categoria. Ai 42,195 passo un minuto più lento che alla ultra sulla sabbia...non dico altro!!
Dalla maratona in poi la stanchezza sale. Inizio a guardare il crono: piano si, ma entro le 6ore ci voglio stare. Corro e cammino, non per stanchezza ma per mancanza di motivazioni: probabilmente ilmiocervello ha detto "se non hai obbiettivi allora io le gambe non le faccio girare!"
Arrivo all'ultimo km e in salita,dopo 57 km vado a 5' e 15'': vuol dire che è mancata la testa. 
Arrivo stanco e non moltocontento, ma ci pensano Fede e Isa a farmi sorridere.E poi tutti i Never. Grandi tutti: cristian primo del gruppo Never; Nico secondodi categoria; Manu tra le top gilrs; Tommy al traguardo nonostante l'infortunio; Emanuele  - ilpiù giovane in assolutodei partenti alla ultra - quarto di categoria. Ma soprattutto  Claudio, alla sua prima gara, riesce nell impresa e sembra pure il meno stanco di tutti, oltre che giustamente il più felice.
Che dire...ottimo lungo per l'ecotrail de Paris!!

P.S.: 
La cosa più bella dell'ultramaratona: 1 ora e mezza dopo che ero arrivato, dal camper vedo un atleta che cammina prima del salitone finale. Esco, gli do la mia lattina di coca. Lui la prende, beve, mi da la mano e si mette a corricchiare. Non ci siamo detti una parola, ma credo che ci siamo stati per 2 secondi in completa sintonia.

lunedì 14 febbraio 2011

Ultramaratona sulla sabbia. 50 km a San benedetto del Tronto (Ap) 13/02/2011

Ci sono volte in cui tutte le promesse che ti eri fatto vanno in un “zot!” a farsi friggere. E ci sono volte in cui sapevi che le promesse che ti eri fatto erano un bluff, dette più per tranquillizzare gli altri che per te stesso. E poi ci sono quelle occasioni in cui queste due possibilità si concretizzano insieme. Tragedia, dirà qualcuno. E invece no. Almeno stavolta.
Dall'inizio.
Ultramaratona sulla Sabbia di San Benedetto del Tronto. Parto solo ma mi raggiungeranno Isa e Fede in corso d'opera. Arrivo e vedo facce preoccupate: il percorso è duro. Poco bagnasciuga e molta sabbia morbida. Cavolo! E io che pensavo alla lunga spiaggia compatta di Senigallia!
Partenza! Al via molti atleti forti. Parto dietro ma sto bene e vado. Volevo partire a 5,10 a km: invece 4 e 45... Ho i big a poche decine di metri e tra questi c'è anche Olmo. Che emozione! Ai 10 passo a 48' e qualche secondo. Al secondo giro di boa conto 25/30 atleti davanti a me tra maratoneti e ultra. Fino alla mezza maratona non vado sopra i 5' a km: 1 ora e 43'.
Decido di rallentare. Vado a 5' 05''/5' 10''. Il terreno è difficile come si temeva: o si cammina in un metro tra acqua e gradone di sabbia, o si va sulla sabbia morbida. La gambe girano, la testa c'è, mi alimento poco ma in modo costante. E poi, come sempre, una delle variabili gira storto. Penso che noi (adesso che ne ho fatte qualcuna posso dire noi) ultramaratoneti, dobbiamo essere un po' come degli astronauti: il nostro è un viaggio dove non ti può aiutare nessuno ed in cui le emergenze vanno risolte autonomamente. E' questo il bello. Al 30° km arriva un principio di crampi. Huston abbiamo un problema! Cammino un attimo e sembra rientrare tutto. Ma poi, appena provo a forzare, subito sento tirare il quadricipite femorale. Devo rallentare: 5' 45''. Arrivano mia moglie e mio figlio grande. Faccio finta di niente ma penso che è dura. Al passaggio dei 42,195 per un secondo penso di fermarmi. Ma poi mi dico che sono venuto per fare un lungo, che i miei obbiettivi sono le distanze lunghe, e che darei un pessimo esempio a mio figlio se nelle difficoltà mi vedesse ritirarmi senza lottare. Mi fermo al ristoro. Mangio e bevo. Arriva Fede che mi mette le mani sul sedere e mi spinge. “Vai papà! Forza!” . E li mi dico che ho fatto bene a non fermarmi. L'ultimo giro è durissimo per le gambe, ma la mente va meglio che in quello precedente. Il giro di boa sembra allontanarsi invece che avvicinarsi. Testa bassa. Guardo la linea mai uguale dove si mescolano il mare e la terra e vado. Ad ogni incontro con gli altri corridori c'è un incitamento reciproco: “Dai!”, “ Forza!”,”E' andata! Quasi fatto!!”. All'arrivo alzo il pugno. E' fatta! Prendo mio figlio per mano, ma anche per lui è dura correre sulla sabbia. Lo prendo in braccio. E no papà. Io il traguardo lo taglio con le mie gambe! Si divincola e mi corre di fianco. Tagliamo il traguardo. La medaglia la danno a lui. Giusto così! Senza i miei nanetti e la mia biancaneve non ci sarei mai riuscito.Il gpssegna 51,2 km. Il crono si ferma a 4 ore e 55 minuti.
Vado verso le docce (che non ci sono!!!! Organizzazione da rivedere) e incontro Marco Olmo, con il quale avevo scambiato due parole in gara, già cambiato dopo aver conquistato il 5° posto nella 42, 195km. Con la mia faccia di bronzo gli chiedo se possiamo fare una foto. C'è l'ho già, ma sono in abiti ”civili”, mentre adesso ho pettorale e medaglia.
Che dire...gara allenante, molto dura. Sono il solito ganzo che parte troppo forte per l'entusiasmo. Bene la testa, il fisico, l'alimentazione, l'approccio mentale alle difficoltà. Male la gestione della gara, i crampi,un unghia che è saltata al 40° km.
Gara che penso di non rifare: non mi è piaciuta l'organizzazione: 30 euro di iscrizione, niente docce, niente bagni lungo il percorso, niente tenda per cambiarsi, pasta party a 7 euro, rifornimenti minimal. A volte la buona volontà non basta, serve professionalità.
Grazie a tutti anche stavolta. A quelli che mi hanno sostenuto, mandato sms e email prima e dopo, telefonato, ma soprattutto grazie alla mia famiglia,che mi fa trovare energia anche quando il fisico non né ha più.

lunedì 7 febbraio 2011

Un pezzo del blog su Runner's World Italia!!

Le piccole soddisfazioni della vita: un pezzo del mio blog vive fuori dalla rete. Il post "Correre che bello!"  è stato pubblicato su Runner's World Italia di Febbraio nella sezione RW Letters. La firma non è la mia ma in calce c'è MOMOTAG, dall' indirizzo e-mail dal quale ho inviato l'articolo. Non cambia niente, ma fa sempre molto piacere!! Grazie Runner's World!!